Giorgia Meloni a «Il Tempo»: «Fratelli d’Italia può sostenere un governo tricolore, non un governo giallo-verde»

, con la «riabilitazione» di Berlusconi lei ha affermato che il centrodestra si rafforza. Di fatto anche in ottica elettorale. Da leader di Fdl spera quindi che si possa tornare a votare presto? «Mi interrogo se non sia meglio a questo punto, introducendo il premio di maggioranza alla legge elettorale, cosa che si può fare in un pomeriggio e senza un governo, in Commissione speciale. Mi interrogo se non sia meglio perdere altri due mesi, chiedendo scusa agli italiani, ma avere per cinque anni un governo di persone che hanno fatto assieme la campagna elettorale, con un programma comune, piuttosto che cercare alchimie che possono essere anche fallimentari».

Ad esempio? «Bisogna vedere se Di Maio e Salvini trovano o non trovano un accordo. La grande questione mi sembra lì al momento».

La bozza del contratto tra 5 Stelle e Lega per metà è pronta. Curiosa di sapere se le sue richieste di chiarimento sono presenti o avete già scelto di stare all’opposizione? «Ho posto delle questioni. Sono curiosa di sapere dei miei tre sì e tre no, che cosa c’è scritto nel contratto di governo e soprattutto chi è il candidato premier. Perché, ripeto, le cose non si fanno partendo dalla coda, si fanno partendo dalla testa. Si parla di un presidente del Consiglio come se fosse una specie di portavoce del governo quando invece è quello che determina la linea politica, le scelte, le priorità, l’immagine. Per me è inconcepibile che si parli di tutto fuorché di chi è il capo di questa vicenda. Dopodiché io sto a guardare ma con la libertà di chi non ha problemi a dire di no, perché per qualcuno sarò troppo di destra…».

Ogni riferimento a Di Maio… «Non mi sono mai vergognata di essere di destra. Mi vergognerei, piuttosto, se dimenticassi o buttassi quello che sono, la mia storia, la mia identità, quello che ho detto alla gente e quello per cui la gente mi ha votato, per mettermi comodamente seduta su una sedia. Chi mi conosce sa che non è possibile».

Eppure i diciotto senatori di Fratelli d’Italia farebbero molto comodo al possibile governo giallo-verde… «Se vogliono che il governo giallo-verde abbia il contributo dei senatori di Fdl deve diventare un governo tricolore, non può essere giallo-verde. Su questo allo stato attuale non mi sembrano che ci siano molte garanzie».

Salvini non ha commentato il veto di Di Maio nei vostri confronti. Se l’aspettava? «No, francamente no. Vedremo se lo commenterà nelle prossime ore. Io sono sempre una ragazza ottimista».

Che lei sappia Salvini era a conoscenza del fatto che Di Maio si fosse rimangiato il suo passo indietro? «Non lo so, sinceramente. Penso semplicemente che tutta questa trattativa sia a tratti surreale. In particolare questa che riguarda il premier, perché mi sembra che sia questione nemmeno lontanamente risolta ancora. Non capisco come si faccia a fare una trattativa così. È come se ti dicessero “Vieni al matrimonio? Abbiamo preso lo spazio, abbiamo fatto il buffet, abbiamo mandato le partecipazioni agli invitati, il bouquet è molto bello, il vestito da sposa pure ma manca lo sposo…”. Ci vieni al matrimonio quindi? Ditemi chi si sposa! Più o meno questa cosa è fatta cosi».

Con un grillino a palazzo Chigi non è possibile alcuna interlocuzione da parte vostra. Se invece dovessero spuntarla Salvini o Giancarlo Giorgetti il dialogo per un governo sovranista si può riaprire? «Saremmo pronti a parlarne, lo abbiamo sempre detto. A guida Salvini o Giorgetti è un governo che ci darebbe molte garanzie sulle cose che anche Fratelli d’Italia vuole fare».

Diciamo allora che ancora non siete all’opposizione. Uno spiraglio resta aperto.«Allo stato attuale ci sto parecchio vicina».

Per Sergio Mattarella il sovranismo è «inattuabile». Un commento? «Trovo molto fastidiosa l’ingerenza di Mattarella. L’unica cosa che mi fa venire voglia di dare una mano a questo governo sono le ingerenze del Colle».

Mattarella in questo momento ricorda vagamente Napolitano? «Diciamo che Mattarella in questa fase mi ha a tratti ricordato Napolitano».

Per uscire dallo stallo tra i due «promessi sposi» c’è chi ha invocato Giorgia Meloni premier. Ci starebbe? «Sarei fiera, diciamo, di guidare un governo di destra».

Share